“Se puoi sognarlo, puoi farlo” teorizzò Walt Disney, simbolo universale di creatività grazie alle decine di cartoni animati usciti dalla sua matita e, soprattutto, dalla sua fantasia. 

Proprio l’inventiva è il valore aggiunto richiesto ai genitori, o agli adulti, quando si ritrovano ad affrontare viaggi in auto con i loro figli o, comunque, con dei bambini. Perché è l’antidoto migliore per neutralizzare la loro inevitabile insofferenza nel dover stare a sedere, pressoché fermi nei loro seggiolini, per una quantità di tempo indefinita. Un fastidio crescente e tremendo per loro, abituati a muoversi in libertà durante i loro giochi quotidiani, che manifestano con frasi tipo “Uffa, mi annoio!”, “Ma quanto manca?!”, “Quando si arriva?”, “Voglio scendere!”. 

A meno che non si voglia la lamentela come colonna sonora fino a destinazione, conviene a quel punto prendere in mano la situazione, dare fondo al proprio ingegno e alla propria immaginazione, e coinvolgere i pargoli in attività ludiche o d’intrattenimento che accendano il loro entusiasmo e ci permettano di coprire la distanza che ci separa dalla meta in un clima sereno e gradevole. 

La scelta delle proposte è legata all’età dei nostri piccoli passeggeri. Se si tratta di creature in tenerissima età, cioè tra i sei mesi e i tre-quattro anni, per placare la loro noia sarà più che sufficiente far ascoltare le loro canzoni preferite. Un’operazione possibile mediante la creazione di una playlist salvata sul nostro smartphone o su un’altra periferica, tipo una chiavetta USB, da collegare al sistema d’infotainment della vettura, all’interno dei quali si può aggiungere anche qualche audiofavola per favorire il sonno dei pargoli durante il tragitto di ritorno, quando la stanchezza è solita prendere il sopravvento. Oltre alla musica è consigliata anche la presenza della bambola o del peluche prediletto, col quale possono giocare e interagire come quando sono a casa. 

Altro discorso quando i bambini cominciano a essere in età scolare o prescolare. In quel caso si possono coinvolgere in passatempi che, oltre al divertimento, esercitino il loro intelletto e sviluppino la loro capacità di osservazione e anche un po’ del loro spirito di competizione. Come i giochi con le parole, che sono la maggioranza e che sanno rivelarsi molto divertenti. Uno di questi è il gioco dell’alfabeto. Un adulto sceglie una delle ventuno lettere che lo compongono e stabilisce la categoria (cartelli stradali, modelli di vettura, alberi, animali, ecc.) per la quale i partecipanti, a turno, dovranno dire un elemento di appartenenza. Vince chi completa per primo tutto l’alfabeto. 

Un po’ più elaborato, ma per questo non meno interessante, è il gioco delle sillabe. A turno, ogni persona dell’abitacolo pronuncia una parola che inizia con l’ultima sillaba del termine detto da chi l’ha preceduto. Per esempio: grano, noce, cestino. Fissato un tempo limite entro il quale rispondere (cinque secondi), colui che non riesce, o che sbaglia, è fuori dal gioco. L’unico che rimane, vince. Se invece si preferisce un break ludico con un retrogusto poetico, ci si può dedicare al gioco delle rime. L’obiettivo è confezionare un termine che abbia una corrispondenza di suono con il precedente. Tipo: collina-vetrina, vestito-candito, paese-maionese, ecc. Anche qui vince il solo soggetto che resta in gara. Molto gettonati anche il gioco dei contrari e il gioco del bastimento. Nel primo si dovrà rispondere con l’opposto della parola menzionata prima del nostro turno (bianco-nero, sole-pioggia, cielo-terra...). Nel secondo, invece, uno dei giocatori pronuncerà la frase “È arrivato un bastimento carico di...” aggiungendo una lettera dell’alfabeto. Gli altri partecipanti dovranno iniziare a indovinare il maggior numero di parole che iniziano con essa. 

Dalle parole ai numeri. Si può scegliere preventivamente una categoria, per esempio automobili rosse, e dire quante se ne vedono dal finestrino mentre si viaggia. Oppure il gioco delle targhe, che prevede la somma dei numeri delle targhe delle automobili davanti la nostra e dove vince chi impiega meno tempo, o in alternativa proporre parole che iniziano con le prime lettere della targa. Anche in questo caso avrà successo chi sarà più veloce.

Infine, visto che siamo in viaggio, spazio anche per la geografia col gioco delle capitali nel quale, alla chiamata di uno Stato, se ne dovrà indovinare la sua città principale nel minor tempo possibile. 

Come si può intuire, per intrattenere i bambini durante il viaggio, non esiste una sola ricetta bensì ve ne sono numerose, comprese quelle che contemplano i diretti interessati impegnati a leggere il loro libro preferito indipendentemente che sia una storia a fumetti o un romanzo di pirati. Ognuna è valida, a patto che sia compatibile con l’età, con i loro gusti e tenga attiva la loro vivacità intellettuale e le loro capacità relazionali. Due obiettivi non certo garantiti dalla visione dei cartoni animati dal tablet o dalle ore trascorse a giocare con i videogame.