Per un mercato dell’auto che crolla, aumenta il desiderio di acquistarne una. E in tempi brevi. Un paradosso che spinge a chiedersi se la crisi dell’automotive derivata dall’esplosione del Covid-19 non sia invece una grande opportunità di rilancio per tutto il settore.  

L’interrogativo nasce alla luce di alcune statistiche delle ultime settimane, nelle quali anche il mondo delle quattro ruote è stato investito dal lockdown imposto all’economia di tutto il pianeta dalla pandemia del coronavirus. Secondo un report di Acea (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) nello scorso mese di marzo le immatricolazioni di nuove vetture nell’Europa Occidentale (Unione Europea, Efta, Regno Unito) hanno registrato un decremento del 51,8% rispetto al marzo del 2019.

Facile intuire come la picchiata verso il basso sia attribuibile all’emergenza sanitaria che ha colpito il pianeta e che ha negativizzato anche le cifre delle vendite del primo trimestre del 2020: - 26,3% rispetto a quelle dello stesso periodo di un anno fa. Numeri che hanno alimentato foschi presagi per il futuro tanto da parlare addirittura di preludio alla catastrofe. 

Sennonché un’altra statistica, frutto di un’indagine in Cina a febbraio da parte dell’IPSOS (società internazionale di consulenza e di ricerche di mercato), offre un dato che induce a fare previsioni di ben altro tenore per l’universo automobilistico. Perché il 72% degli intervistati ha dichiarato l’intenzione di acquistare una nuova macchina e il 66% di questi lo vorrebbe già fare entro i prossimi sei mesi. 

Realizzato su un campione di 1.620 persone, distribuite in maniera eterogenea per sesso, anagrafica e zone geografiche, questo studio racconta anche altri numeri interessanti: come il 66% degli intervistati che, terminata la pandemia, sceglierebbe di muoversi con l’auto piuttosto che con il trasporto pubblico, che invece era la soluzione prediletta (56%) prima dell’esplosione del Covid-19.

Un cambiamento spiegato con l’esigenza di maggior sicurezza garantita dall’abitacolo di una vettura rispetto allo spazio aperto di un bus o di una metro, che espongono a una maggior probabilità di contagio. 

Provenendo dal primo Paese colpito dal virus e che soprattutto è il più grande mercato automobilistico del mondo, questi dati possono mutare le prospettive del suo domani.

Perché se confermate anche fuori la Grande Muraglia, riporterebbero l’auto al centro del processo di mobilità delle persone con inevitabile soddisfazione da parte di chi opera nel settore. In ogni caso i dealer dovranno prestare attenzione a un altro fenomeno sempre più in espansione: il ricorso degli utenti alle fonti digitali per l’acquisizione delle informazioni necessarie all’acquisto.

Sempre secondo il campione esaminato dall’IPSOS, le app dei costruttori automobilistici, i social media e i siti web sono stati i canali più gettonati (aumento medio del 62,3%) a scapito dei più tradizionali annunci o al passaparola. 

Il pubblico sta quindi abbandonando il marketing offline in favore del marketing online. Un cambiamento anticipatore anche di un’altra trasformazione epocale: l’acquisto a distanza. Una frontiera già intuita da alcuni esponenti del settore, fra i quali Ford Authos, che nel mese di marzo ha lanciato una serie di servizi.

Il principale, quello della vendita, permette di comprare la vettura direttamente da casa, interagendo attraverso il pc o lo smartphone con un operatore che mediante un tour virtuale mostra le caratteristiche del modello desiderato. Le altre opportunità sono il test drive a domicilio, che nell’indagine dell’IPSOS ha riscontrato un gradimento del 79%, e il “pick-up and delivery”, cioè la presa in consegna dell’auto per il tagliando e la sua riconsegna da parte della concessionaria.

Nuove strategie di vendita per nuovi orizzonti che modificheranno anche il rapporto fra venditori e clienti, più diretto e personalizzato, e che rilanciano la domanda in apertura: non è che il Covid-19 rappresenti l’alba di una nuova era per il mondo dell’auto?