Secondo uno studio della “University Hospital Balgrist” di Zurigo, le donne sono effettivamente “multitasking” come spesso amano sottolineare per rimarcare una loro peculiarità e sentirsi un passo avanti rispetto agli uomini lungo la via che conduce all’irraggiungibile perfezione. Ma questa capacità di fare più cose contemporaneamente si manifesta anche quando sono alla guida? 

Ebbene sì! In base a un’altra indagine, effettuata dalla compagnia di assicurazioni “Centro Studi e Documentazione Direct Line”, il gentil sesso non può rinunciare alla sua vocazione di disimpegnarsi in almeno un’altra attività anche quando stringe un volante fra le mani. 

Al primo posto di questa particolare graduatoria della multifunzionalità c’è il trucco, prediletto da almeno una su dieci di loro. Senza saperlo, migliaia di automobilisti ignorano che, mentre sono intenti a tenere sotto controllo traffico e orologio per non arrivare in ritardo a destinazione, nella vettura che li precede o li segue vi sono autentiche equilibriste del mascara o inarrivabili trapeziste del fondo tinta che, scattato il rosso al semaforo, corrono subito a metter mano alla loro trousse con una velocità che nemmeno Bolt, salvo poi essere di nuovo con gli occhi sull’asfalto non appena la luce si fa verde.

Attenzione, però. “Vanitose” non fa rima con “pericolose”, come si potrebbe supporre in un primo momento. Perché la loro devozione a Narciso è praticata quando la macchina è in sosta o prigioniera del traffico e un po’ di rossetto non attenta all’incolumità. Non certo quando sono alle prese con i cambi di marcia, frangenti nei quali si dedicano a un altro loro passatempo preferito: parlare al telefono. Di solito, con un’amica. E tema della conversazione, in molti casi, è proprio il maquillage che nella mente hanno già programmato di eseguire al primo imbottigliamento.

Dal trucco al canto fino a veri e propri show. Se esibirsi in performance musicali è una loro consuetudine mentre dal freno ritornano sull’acceleratore, quando sono alle prese con gli imprevisti o con il parcheggio sfoggiano performance da consumate attrici di palcoscenico. Perché con asburgico cipiglio sono capaci di richiamare il loro compagno a un aplomb british, qualora lo abbandoni in favore di espressioni vernacolari all’indirizzo di qualche improvvido automobilista. Ma una volta che si ritrovano loro alle prese con qualche pirata della strada, eccole reagire come una massaia di borgata quando, a piedi, sotto il sole e sulla via di casa, vede rompersi la borsa della spesa, che si rovescia per terra. A cominciare dalla scatola delle uova… 

Un simile copione va in scena anche quando è il momento del parcheggio. Dove fanno immediatamente i raggi “x” al loro conducente, con tanto di referto verbale dettagliato in ogni aspetto, qualora non completi la manovra nelle canoniche tre mosse come scuola guida comanda. Sennonché poi sono sempre loro le prime a esibirsi in memorabili gimkane quando hanno “l’ingrato” compito di posteggiare la vettura. 

Un così elevato trasformismo, oltre a far impallidire un maestro della specialità come James Bond, obbliga anche l’aggiornamento del celebre detto sulle donne al volante. Non più “pericolo”, ma “umoralità” costante.