Le dieci meraviglie di Ford al “Rally di Monte-Carlo”

Una collana di successi che non vuole fermarsi

Alla ricerca dell’undicesima meraviglia. Questo l’obiettivo di Ford per la novantaduesima edizione del “Rally di Monte-Carlo“, in programma dal 22 al 28 gennaio e che, come da tradizione, avrà partenza e arrivo all’ombra del celebre Casinò. Una delle corse più affascinanti del motorsport off-road, tradizionale apertura del campionato mondiale della disciplina dalla sua istituzione (1973), ma che si disputa dal lontano 1911.

Caratterizzato da sedici prove su un fondo in asfalto e in condizioni atmosferiche dove la neve e il ghiaccio sono spesso protagonisti, anche il “Rally di Monte-Carlo”, al pari dell’omonimo gran premio di Formula-1, ha regalato numerose soddisfazioni all’Ovale Blu.

ford rally monte-carlo

Per dieci volte Ford si è aggiudicata l’ambita corona. Per la prima, occorre azionare la macchina del tempo e scendere nel 1936. Pionierismo puro dell’auto, quando la sicurezza era un’illustre sconosciuta e le corse erano una partita a scacchi con la morte.

In quell’edizione, grazie all’equipaggio formato dai rumeni Ionel Zamfirescu e Petre G. Cristea, l’Ovale Blu stappò lo champagne sul cofano di una Ford V8 Model 48-2 Seater. Un modello adeguato all’occasione, che riprendeva la celebre Ford V8 e che fece provare le medesime sensazioni nel 1938 con il beniamino locale Gerard Bakker-Schut (coadiuvato dall’olandese Karel Ton). Fu un successo anche contro la scaramanzia, visto che si disputava la diciassettesima edizione del “Rally”, destinato a un decennio di stop a partire dal 1940 a causa della guerra.

Per dieci volte Ford si è aggiudicata l’ambita corona. Per la prima occorre azionare la macchina del tempo e scendere nel 1936. Pionierismo puro dell’auto, quando la sicurezza era un’illustre sconosciuta e la corsa una partita a scacchi con la morte.

In quell’edizione, grazie all’equipaggio formato dai rumeni Ionel Zamfirescu e Petre G. Cristea, l’Ovale Blu stappò lo champagne sul cofano di una Ford V8 Model 48-2 Seater. Un modello adeguato all’occasione, che riprendeva la celebre Ford V8, che fece provare le medesime sensazioni nel 1938 con il beniamino locale Gerard Bakker-Schut (coadiuvato dall’olandese Karel Ton).

Fu un successo anche contro la scaramanzia, visto che si disputava la diciassettesima edizione del “Rally”, destinato a un decennio di stop a partire dal 1940 a causa della guerra.

ford dakar
ford dakar

Nel 1953, il terzo sigillo. Merito della coppia Gatsonides-Worledge, ma soprattutto della Ford Zephyr Mk I. Un modello fortunato anche sul mercato, spinto da un propulsore a sei cilindri e con valvole da 2.262 cm³.

La crescita e la diffusione del motorsport tra gli appassionati avrebbero fatto pensare ad altre gioie. Invece Ford dovette attendere la metà degli anni Novanta per ritornare ad alzare i calici del successo. Merito nel 1994 del francese François Delecour, ma soprattutto della sua Ford Escort RS Cosworth. Telaio in monoscocca di acciaio, motore Cosworth YB da 2,0 litri turbo, cambio Ferguson MT-75 a cinque marce con trazione integrale permanente, fu a lungo protagonista in positiva nei rally di quel periodo con otto vittorie e trenta podi. E nel 1996 concesse il bis al “Rally di Monte-Carlo” col duo francese Patrick Bernardini-Bernard Occelli. La gara però valeva per la Coppa FIA 2 litri.

Dopodiché, seppur meno lungo del precedente, un altro digiuno. A interromperlo, nel 2006, l’accoppiata finnica Marcus Grönholm e Timo Rautiainen al volante di una Ford Focus WRC. Un’auto progettata appositamente per il mondiale rally: motore anteriore da 1998 cc, quattro cilindri e sedici valvole. A coadiuvarlo, una trasmissione a sei marce con cambio sequenziale manuale posto longitudinalmente, trazione integrale e frizione a doppio disco.

Quello fu l’ultimo acuto di Ford al “Rally di Monte-Carlo” con la sua squadra ufficiale. Ma non delle vetture col suo marchio. Perché grazie al team “M-Sport”, attivo anche alla Dakar, l’Ovale Blu ha infilato altre tre perle nella sua collana principesca.

Nel 2010, un’altra coppia della “terra dei mille laghi”, Mikko Hirvonen e Jarmo Lehtinen, fu la più veloce di tutti a bordo di una Ford Fiesta S2000. A fare la differenza, come spesso accade, il propulsore: quattro cilindri aspirato, sedici valvole, 280 CV a 8000 giri/min per una coppia massima di 260 Nm a 6500 giri/min.

In tempi più recenti, la gloria è stata per la Ford Fiesta WRC. Uno dei modelli da competizione più indovinati, capace di aggiudicarsi due titoli mondiali piloti e uno costruttore nel biennio 2017-2018. Nel quale giunsero altrettante affermazioni al “Rally di Monte-Carlo“. Merito del francese Sebastién Ogier e del suo coéquipier Julien Ingrassia.

E sempre da Oltralpe proviene l’autore del decimo e ultimo sigillo: Sébastien Loeb. Nel 2022, trionfò a bordo di una Ford Puma Rally 1. Sotto il cofano, un quattro cilindri da 1.6 litri, turbocompresso, a sedici valvole con iniezione diretta. Un successo nel segno di due particolarità: si disputava la novantesima edizione del “Rally di Monte-Carlo” e sulla sua vettura era presente anche un motore elettrico da 100 kW con batteria da 3,9 kWh.

Tra l’altro, Ford Puma, nella sua ultima versione, è uno dei nostri modelli più richiesti. Merito della sua versione ecoboost-hybrid. Per cui, se siete suoi amanti o semplicemente incuriositi e volete saperne di più, perché non venite a provarla presso le nostre concessionarie?

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