asfalto dei miracoli

Strade ricaricabili: in Norvegia via all’esperimento

Novità storica nel Paese più avanti di tutti sulla mobilità sostenibile

Strade ricaricabili? Adesso si può fare.

L’incredibile notizia arriva dalla Norvegia, salita alla ribalta nelle ultime settimane per la prima strada che ricarica le batterie dei veicoli elettrici al loro passaggio. Precisamente, da Trondheim, città di poco più di 200.000 abitanti che si trova a 500 km a nord di Oslo.

Dove è stato inaugurato un tratto di strada, lungo circa 100 metri, che ricaricherà gli autobus, rigorosamente elettrici da anni, durante il loro passaggio. E senza l’ausilio di cavi dell’alta tensione o di altre infrastrutture. Bensì in modalità wireless.

strade ricaricabili
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Ma com’è stato possibile realizzare un progetto che potrebbe rappresentare una significativa svolta nel campo della mobilità sostenibile?

Merito di un progetto di ricarica a induzione finanziato dal governo norvegese, che ha investito 22,4 milioni di corone (l’equivalente di 1,12 milioni di dollari). Con i quali sono state realizzate delle bobine in rame, installate sotto l’asfalto, attraversati dal passaggio della corrente elettrica. Questa, mediante appositi sistemi di ricezione installati sui mezzi pubblici, viene così trasmessa ai loro generatori quando vi transitano sopra.

Le strade ricaricabili al momento rimangono comunque un esperimento. Al quale sono sottoposti quattro autobus, che testeranno soprattutto la capacità di tenuta di questo innovativo sistema. Soprattutto dal punto di vista meteorologico, considerando l’inclemenza meteorologica a queste latitudini.

Nell’attesa di conoscere le risposte, possiamo valutare i vantaggi di questa idea sicuramente avveniristica. Che non sono pochi. Innanzitutto, garantisce un notevole risparmio dei tempi di ricarica delle batterie. Perché si porrebbe fine alle soste nelle stazioni o presso le colonnine lungo il tragitto. E per i mezzi pubblici, dotati di alimentazioni molto grandi, il guadagno sarebbe notevole.

strade ricaricabili
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Un altro miglioramento economico riguarderebbe le infrastrutture. Con le strade ricaricabili assisteremmo a una drastica riduzione proprio di stazioni e colonnine. Che, se continueranno a esistere, saranno sicuramente in numero di gran lunga inferiore rispetto alle attuali.

Ciò consentirebbe anche un miglioramento della qualità del paesaggio con le aree preposte alla loro ospitalità che potranno essere riqualificate e, per esempio, trasformate in spazi verdi.

Certo, per avere strade ricaricabili la resistenza al meteo avverso è fondamentale. Come i tempi di costruzione di arterie stradali dotate di questo servizio, che per ovvi motivi non potranno essere biblici.

Oltre alla Norvegia anche altri Paesi sono al lavoro per una sperimentazione di questo tipo. Alla quale aveva già pensato la Svezia, come vi avevamo scritto un paio di anni fa. A breve dovrebbero sperimentarla anche Germania e Francia.

In un mondo alle prese con inevitabili problemi climatici come il riscaldamento globale, che obbliga a un ripensamento di usi e abitudini per salvaguardarlo, dalla Norvegia, Paese non UE e da sempre più avanti di tutti sul fronte della mobilità sostenibile, un esempio concreto che un altro pianeta, più sostenibile, è possibile.

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