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Gli ecoincentivi di Authos anche senza rottamazione non dimenticano nessuno

Vetture usate e veicoli commerciali

Gli ecoincentivi di Authos non dimenticano nessuno. E non guardano alla rottamazione

Ecobonus, atto secondo. Dopo i 550 milioni di euro della scorsa estate il governo ha predisposto un altro aiuto economico per il settore automotive: 420 milioni per il semestre compreso tra il 1°gennaio e il 30 giugno 2021. 370 di essi saranno destinati alle vetture, i restanti 50 ai veicoli commerciali.

Si tratta di un nuovo sostegno alla necessità dei concessionari di riattivare il circuito delle vendite e al potere di spesa degli utenti, ridotto a causa dell’emergenza sanitaria e orientato verso la green mobility. Perché i maggiori benefici si avranno con l’acquisto di una vettura elettrica o ibrida, appartenenti alle prime due delle tre fasce di veicoli alle quali saranno destinate le agevolazioni statali.

Per le auto a batteria, prima fascia di emissioni (da 0 a 20 g/km di CO2), sono previsti ecoincentivi fino a 10.000 euro. A patto che il loro prezzo di listino non superi i 50.000 euro (IVA esclusa). Stesso limite, ma sconti invece fino a 6.500 euro per le ibride plug-in (seconda fascia, da 21 a 60 g/km di CO2). Mentre in terza fascia (61-135 g/km di CO2), insieme alle ibride, troviamo le alimentazioni a benzina, diesel o bifuel. Per esse è previsto un bonus di 3.500 euro. Devono però soddisfare una condizione. Il loro costo non deve sforare i 40.000 euro (Iva esclusa) e si deve provvedere alla rottamazione del precedente veicolo, che dovrà appartenere a una categoria precedente la “Euro 6″ ed essere immatricolato entro e non oltre il 31/12/2010.

Indubbiamente vantaggiosi per chi vorrà sostituire la propria auto, i nuovi ecoincentivi hanno però un limite: il mezzo acquistato dovrà essere di nuova immatricolazione. 

Tutt’altra storia invece quella raccontata da noi di Authos. Dove continuiamo a non dimenticare nessuno e a garantire maggiori risparmi e maggiori prospettive d’acquisto. Come in estate, quando avevamo anticipato di un mese l’erogazione delle sovvenzioni governative iniziate il 1°agosto.

Merito delle nostre offerte, estese anche al settore dell’usato e a chi si avvarrà del piano d’acquisto “AuthoSì”. Una soluzione che aggiunge uno sconto all’ecoincentivo statale sul nuovo con rottamazione. Ma che soprattutto assicura un bonus per tutto l’usato e per i veicoli senza rottamazione e permette di pagare la prima rata del mezzo dopo sei mesi.   

Per le vetture nuove si va dai 17.000 euro di sconto (con o senza rottamazione) della Ford Explorer ai 7.250 euro (con rottamazione), o 5.750 euro (senza rottamazione), della Ford Puma. Da segnalare i 10.000 euro

Ford: d’ora in avanti sarà una Fiesta senza diesel

Ford: d’ora in avanti sarà una Fiesta senza diesel

Diesel, la Fiesta è finita. A settembre Ford ha interrotto la produzione di auto a gasolio per una delle sue creature più celebri e di successo, lanciata nel 1976 e oggi giunta alla settima generazione. Gli ultimi esemplari per il mercato europeo sono stati fabbricati a Colonia in agosto, poi lo stop definitivo

Cessa così, dopo trentasei anni, il rombo di un motore che ha contribuito a scrivere pagine importanti della Ford famosa nel mondo come “l’ideale di vettura compatta”. Apparso per la prima volta nel 1984 sulla Fiesta “Mk II” in versione “1.6 XR2” con 53 CV, era capace di erogare una potenza tale da passare da 0 a 100km/h in 16.9 secondi. Sul modello successivo, l’“Mk III”, i cavalli arrivarono a 58 per aumentare a 75 con l’evoluzione “1.8 TD” a bordo della quarta serie, l’“Mk IV”, che aveva abbassato i tempi di reazione – da 0 a 100 km/h in 13.9 secondi – per toccare i 167 km/h. Eravamo a inizio millennio (2000-2002) dopodiché la progressione fu costante: 90 CV sulla “Mk V”, addirittura 95 CV sulla “Mk VI” a partire dal 2011 per merito dell’aggiornato “1.6 TDCi 8V DPF” (Euro5). Ad assicurare gli ultimi acuti, i quattro cilindri del “TDCi da 1.5 litri” con 85 e 120 CV, il cosiddetto EcoBlue, i cui modelli saranno disponibili sul mercato fino a esaurimento scorte, in grado di spingere la macchina fino ai 195 km/h

Ma perché Ford ha deciso di fare a meno di un’alimentazione meno costosa rispetto a quella a benzina? Per una serie di motivazioni. Innanzitutto, economiche. In casa dell’Ovale Blu si sono accorti che il diesel vende sempre meno. Nel Vecchio Continente durante il 2019 è stato acquistato soltanto il 2% delle Ford Fiesta dotate di questa conformazione meccanica. Una cifra tale da non giustificare ulteriori investimenti, che in riva ai laghi del Michigan hanno preferito destinare al nuovo versante della mobilità su quattro ruote: l’ibrido. Cioè la seconda ragione di questo cambiamento epocale. Nella seconda metà del 2019 Ford aveva annunciato l’intenzione di una massiccia elettrificazione della sua flotta a partire dal 2020 per raggiungere al più presto l’obiettivo dell’Unione Europea di limitare le emissioni di CO2. L’emergenza sanitaria ha costretto a rivedere i programmi, tanto che il programma “Go Electric” è slittato al 2021. Non è un caso però che il tramonto della Fiesta diesel sia avvenuto in concomitanza con la nascita della versione EcoBoost Hybrid, che equipaggerà l’intera gamma dell’attuale versione grazie a un propulsore a tre cilindri integrato da una batteria a 48V. Un binomio garanzia di una duplice riduzione: dei consumi e dell’inquinamento atmosferico. L’ibrido leggero è una delle

Nuova Ford Puma ST: sentirsi un pilota non sarà più un sogno

Nuova Ford Puma ST Sentirsi un pilota non sarà più un sogno

L’auto per chi vuole sentirsi pilota. Presentata lo scorso 24 settembre 2020, è finalmente arrivata la Nuova Ford Puma ST. Un concentrato di potenza e aerodinamica messo a punto dal Team Ford Performance, il reparto dell’Ovale Blu che si occupa della costruzione di veicoli ad alte prestazioni, e destinato a stregare gli appassionati.

Già alla vista toglie il respiro. Contraddistinto dall’inconfondibile griglia nera a nido d’ape tipica delle sportive Ford e da prese d’aria più grandi rispetto alla versione tradizionale per permettere un miglior raffreddamento del motore, il suo avantreno è più largo di quello della Nuova Ford Puma e su di esso poggia gran parte del carico aerodinamico. Pur riprendendo le linee del modello SUV oggi in voga fra le quattro ruote, la Nuova Ford Puma ST si caratterizza per l’assetto ribassato grazie a minigonne molto estreme che garantiscono più effetto suolo e quindi maggiore velocità. Slanciate e audaci, le fiancate trasmettono la sensazione di essere alla guida di un crossover pronto ad aggredire l’asfalto con la stessa determinazione con la quale il puma balza sulla preda. Spostando lo sguardo sul retrotreno, si percepisce il richiamo dell’autodromo nello spoiler pronunciato e nel doppio scarico integrato. A fare infine da cornice, le ruote con cerchi in lega da 19” e gli pneumatici Michelin Pilot Sport 4S, che si ritrovano a beneficiare del differenziale meccanico LSD, ben integrato con il controllo dinamico della trazione in curva (Torque Vectoring Control). 

Proprio dalla meccanica arrivano le scariche di adrenalina più forti. Basta premere sull’acceleratore. La Nuova Ford Puma ST è spinta dal motore turbo a benzina EcoBoost 1.5 a tre cilindri, dotato di una coppia a 320 Nm che è capace di raggiungere tra i 2.500 e i 3.000 giri al minuto e di sprigionare una potenza di 200 CV. Prestazioni subito percepibili nelle velocità: la massima è di 220 km/h e in appena 6,7 secondi si passa da 0 a 100 km/h. Performance da circuito sostenute da un cambio manuale a sei rapporti, rifinito col pomello ST, e abbinate a una miglior guidabilità del mezzo grazie alla reattività dello sterzo, aumentata del 25%, a sospensioni posteriori più rigide del 50% rispetto alla Nuova Ford Puma tradizionale e a una barra antirollio da 28 mm, che consentono un miglior assorbimento delle vibrazioni e delle imperfezioni del fondo stradale come le buche. Il tutto nel segno della tecnologia e del rispetto dell’ambiente. Perché quando non è richiesto l’impiego a tempo pieno del propulsore, è prevista la disattivazione dei cilindri in quel momento inutilizzati in 14 millisecondi ovvero venti

Che cosa fare per avere un’auto pet-friendly?

Che cosa fare per avere un’auto pet-friendly?

Confortevole, silenziosa e prestante, la vostra automobile vi soddisfa ed è in grado di portarvi ovunque lo desideriate. Ma può dirsi lo stesso per lui? È contento quando è a bordo con voi? “Lui” non è altro che il vostro affettuoso cagnolino (o cagnolone, a seconda delle dimensioni), che allieta le vostre giornate scodinzolando in casa o in giardino. Lo amate così tanto al punto che, quando decidete di partire per un viaggio, è il primo che fate salire nell’abitacolo. Solo che vi siete mai chiesti quali caratteristiche debba avere la vostra vettura per essere pet friendly, cioè in possesso dei migliori requisiti per il trasporto del vostro amico a quattro zampe? Inevitabile che, come per gli esseri umani, anche per tutti i Fido del globo le condizioni di sicurezza siano un requisito fondamentale. Prima però di partire, è bene assicurarsi che il vostro cane sia predisposto a farsi scorrazzare in lungo e in largo. Perché non è raro trovare qualcuno di loro affetto da mal d’auto. Per cui, perché non testare intanto le sue reazioni con un tragitto di breve durata?

Aldilà di quello che ne sarà l’esito, sarà comunque importante che ciò avvenga dopo aver preso una serie di precauzioni finalizzate a garantire l’incolumità vostra e del vostro passeggero. Occorrerà quindi che la vostra autovettura sia dotata di una barriera divisoria tra i sedili anteriori e i posteriori, oppure tra quest’ultimi e il vano bagagli, affinché la vostra guida non sia messa in pericolo dalla spontanea irruenza del vostro amico, che all’improvviso potrebbe decidere di sedersi sulle vostre gambe o di voler giocare mentre siete col volante tra le mani. I cani, infatti, per natura, se non dormono, riescono a stare fermi per pochi minuti.

Prima di accendere i motori, ricordatevi anche di altri accorgimenti. Il blocco delle serrature, per evitare che con i suoi movimenti il cane possa aprire una delle portiere e ritrovarsi involontariamente sbalzato in mezzo alla strada, e l’apertura dei finestrini che, con la bella stagione, dovrà impedirgli di esporre il suo muso all’esterno, mettendolo così al riparo da eventuali agenti esterni come un sasso o, in caso di asfalto bagnato, l’acqua sollevata dalle altre vetture. Dalla sicurezza alla comodità. Anche i cani hanno diritto al comfort.Quindi riservategli uno spazio dove possano sistemarsi comodamente e, per rendergli ancora più gradevole il tragitto, ricordatevi di fare un “pet-stop” almeno ogni novanta minuti. Come noi abbiamo necessità di sgranchire le gambe dopo essere stati seduti per molto tempo, così i cani hanno bisogno di stare all’aperto e muoversi in piena libertà.

Una volta ripartiti, avranno sicuramente sete. Voi non fatevi trovare impreparati e predisponete una ciotola di plastica sì piena d’acqua, ma soprattutto fissata agli interni della vettura in modo che non possa rovesciarsi. In questo modo, il vostro cane potrà dissetarsi quando lo vorrà, senza però che la sua giocosa irruenza trasformi l’abitacolo in una piscina.

Dal bere al mangiare. Per evitare spiacevoli inconvenienti, che vi costringerebbero a turni straordinari di pulizia, oltre che

Ford Mustang: il fascino senza tempo di un mito di successo

Ford Mustang:

il fascino senza tempo di un mito di successo

Eleganza e potenza per un successo senza fine. Nel 2018, per il quarto anno consecutivo, la Ford Mustang si è confermata l’auto sportiva più venduta al mondo. A certificarlo, sono i dati di IHS Markit, basati sulle immatricolazioni delle vetture del settore, che hanno decretato anche come la celeberrima coupé di Detroit, sempre negli ultimi dodici mesi, sia stata la più gettonata negli Stati Uniti e capace di realizzare in Europa, nel primo trimestre del 2019, un incremento del fatturato del 27%. Numeri eclatanti e inequivocabili, che testimoniano come questo evergreen delle quattro ruote (il primo modello uscì il 17 aprile 1964), oltre a occupare il vertice della classifica di gradimento degli appassionati, sembri addirittura trarre nuova linfa e rinnovato splendore proprio dal trascorrere del tempo.

Ma perché la Ford Mustang è un’attrazione fatale per milioni di automobilisti al punto da esser preferita a colossi come Ferrari e Porsche? Che cosa possiede di originale e introvabile rispetto alle altre fuoriserie? Alla risposta ci si può arrivare partendo dal simbolo dal quale prende il nome, ovvero il mustang, cavallo dell’America Nord Occidentale (l’antico Far West) impossibile da domare, irrefrenabile nel movimento e capace di arrivare ovunque. E illimitatezza, potenza e libertà sono le sensazioni che si provano quando ci si mette al volante di questa vettura, ideata per soddisfare il desiderio di acquisto della prima generazione di americani nata dopo la seconda guerra mondiale e resa celebre da tre partecipazioni cinematograficheUna cascata di diamanti (1971), settimo episodio della saga di James Bond; Rollercar – Sessanta secondi e vai (1974), nel quale un esemplare giallo fiammante, chiamato “Eleanor”, è protagonista di un inseguimento lungo quaranta minuti; ma soprattutto Bullitt (1968), con Steve McQueen alla guida di una “GT390” verde metallizzato per un altro inseguimento, stavolta lungo le strade di San Francisco, che ha fatto la storia del cinema. Al punto che nel 2018, in occasione del cinquantesimo del film, dopo un restauro da parte della stessa Ford, quell’esemplare fu esibito al salone internazionale dell’auto di Detroit assieme alla presentazione della “Mustang Bullitt Limited Edition”. A spingerla, il celebre motore V8 da 5 litri, vero e proprio marchio di fabbrica di ogni Ford Mustang, che soltanto negli ultimi anni si è alternato con la versione EcoBoost da 2.3 litri, ovvero un propulsore turbocompresso garante della medesima potenza, ma con un risparmio in termini di consumi.

La possibilità di scegliere la tradizione o l’innovazione si ritrova anche nella nuova Ford Mustang, capace di passare da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 250 km/h. A caratterizzarla, una serie di novità riguardanti le prestazioni, la sicurezza e il comfort. Grazie allo scarico valvola attivo, si potrà regolare il rombo del motore; una nuova trasmissione automatica a dieci rapporti (sei per quella manuale) beneficerà di nuove leve per cambi

Il futuro e la tradizione dell’auto nella 5ª edizione del Parco Valentino Motor Show

Il futuro e la tradizione dell’auto nella 5ª edizione del Parco Valentino Motor Show

Nel segno dell’innovazione e senza dimenticare la tradizione. C’è grande attesa per la quinta edizione del Parco Valentino Motor Show, il salone dell’auto all’aperto, prossimo a far rombare i motori dal 19 al 23 giugno a Torino, nell’incantevole cornice del Parco Valentino, che tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento ospitò sette edizioni di un gran premio di F1 extra-campionato. Una rassegna sempre più in crescita e che quest’anno si preannuncia ricca di numerose novità destinate a sbalordire visitatori e appassionati. A cominciare dai 54 brand presenti con i loro stand, che rappresentano il 98% del settore automotive e il record per la manifestazione. Fra questi non potrà certo mancare Ford, che esporrà l’ultimo modello della Ford GT, capolavoro di aerodinamica e potenza col nuovo motore EcoBoost da 3.5 litri, e il Nuovo Ford Ranger Raptor, il pick-up della famiglia Ford Performance destinato a vincere le sfide proposte da ogni tipo di superficie.

Uno dei temi centrali della manifestazione sarà il futuro dell’automobile, sempre più nel segno dell’elettrico e della tecnologia. Al punto che il taglio del nastro d’inaugurazione sarà effettuato, il 19 giugno e alla presenza delle istituzioni locali, da una vettura a guida autonoma. Una curiosità alla quale farà seguito il focus sulle auto elettriche che, a riprova della sempre più crescente importanza dell’alimentazione ecosostenibile, sarà ospitato per la prima volta all’interno del Parco Valentino e non più nel centro della città. I presenti potranno ammirare le vetture equipaggiate da propulsori elettrici o ibridi plug-in e, se interessati, potranno cimentarsi anche in un test-drive.

Proiezione al domani sì, ma con uno sguardo al passato. A caratterizzare il Parco Valentino Motor Show sarà anche un tuffo nelle auto sportive e d’epoca grazie ad altri due eventi: la Supercar Night Parade e il Gran Premio del Valentino.

Mercoledì 19 giugno, dalle ore 20 in avanti, lungo un circuito dinamico di sei chilometri ricavato nel centro storico di Torino che, con partenza e arrivo al Castello del Parco Valentino toccherà luoghi simbolo della città (fra gli altri, via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello), le automobili più rappresentative di ogni brand sfileranno in tre specifiche sessioni: nella prima, la President Parade, siederanno al volante i presidenti e i CEO di ogni brand; poi, nella Journalist Parade, sarà il turno dei giornalisti; e a concludere, per la Supercar Parade, i collezionisti di auto storiche e sportive.

La parata sarà aperta da una slot di monoposto di marchi gloriosi della storia della F1, come Lotus e McLaren, che saranno capeggiate dalla Ferrari del compianto Michele Alboreto. Un’esclusiva di assoluto livello, resa possibile grazie alla partnership del Parco Valentino Motor Show con ACI e con Gian Carlo Minardi, ideatore e organizzatore dell’Historic Minardi

Trucco, canto e trasformismo: il favoloso mondo delle donne al volante

Trucco, canto e trasformismo:

il favoloso mondo delle donne al volante

Secondo uno studio della “University Hospital Balgrist” di Zurigo, le donne sono effettivamente “multitasking” come spesso amano sottolineare per rimarcare una loro peculiarità e sentirsi un passo avanti rispetto agli uomini lungo la via che conduce all’irraggiungibile perfezione. Ma questa capacità di fare più cose contemporaneamente si manifesta anche quando sono alla guida?

Ebbene sì! In base a un’altra indagine, effettuata dalla compagnia di assicurazioni “Centro Studi e Documentazione Direct Line”, il gentil sesso non può rinunciare alla sua vocazione di disimpegnarsi in almeno un’altra attività anche quando stringe un volante fra le mani.

Al primo posto di questa particolare graduatoria della multifunzionalità c’è il trucco, prediletto da almeno una su dieci di loro. Senza saperlo, migliaia di automobilisti ignorano che, mentre sono intenti a tenere sotto controllo traffico e orologio per non arrivare in ritardo a destinazione, nella vettura che li precede o li segue vi sono autentiche equilibriste del mascara o inarrivabili trapeziste del fondo tinta che, scattato il rosso al semaforo, corrono subito a metter mano alla loro trousse con una velocità che nemmeno Bolt, salvo poi essere di nuovo con gli occhi sull’asfalto non appena la luce si fa verde.

Attenzione, però. “Vanitose” non fa rima con “pericolose”, come si potrebbe supporre in un primo momento. Perché la loro devozione a Narciso è praticata quando la macchina è in sosta o prigioniera del traffico e un po’ di rossetto non attenta all’incolumità. Non certo quando sono alle prese con i cambi di marcia, frangenti nei quali si dedicano a un altro loro passatempo preferito: parlare al telefono. Di solito, con un’amica. E tema della conversazione, in molti casi, è proprio il maquillage che nella mente hanno già programmato di eseguire al primo imbottigliamento.

Dal trucco al canto fino a veri e propri show. Se esibirsi in performance musicali è una loro consuetudine mentre dal freno ritornano sull’acceleratore, quando sono alle prese con gli imprevisti o con il parcheggio sfoggiano performance da consumate attrici di palcoscenico. Perché con asburgico cipiglio sono capaci di richiamare il loro compagno a un aplomb british, qualora lo abbandoni in favore di espressioni vernacolari all’indirizzo di qualche improvvido automobilista. Ma una volta che si ritrovano loro alle prese con qualche pirata della strada, eccole reagire come una massaia di borgata quando, a piedi, sotto il sole e sulla via di casa, vede rompersi la borsa della spesa, che si rovescia per terra. A cominciare dalla scatola delle uova…

Un simile copione va in scena anche quando è il momento del parcheggio. Dove fanno immediatamente i raggi “x” al loro conducente, con tanto di referto verbale dettagliato in ogni aspetto, qualora non completi la manovra nelle canoniche tre mosse come scuola guida comanda. Sennonché poi sono sempre loro le prime a esibirsi in memorabili gimkane quando hanno “l’ingrato” compito di posteggiare la vettura.

Un così elevato trasformismo, oltre a far impallidire

Ford leader in Italia dei veicoli commerciali: è la più apprezzata dal 55% dei dealer

Ford leader in Italia dei veicoli commerciali: è la più apprezzata dal 55% dei dealer

Ancora davanti a tutti! Per il quinto anno consecutivo Ford si è confermata il brand numero uno in Italia per la rete dei veicoli commerciali. L’importante riconoscimento è arrivato all’interno dell’Automotive Dealer Day, il principale evento europeo per gli operatori del settore, che si è svolto a Verona dal 14 al 16 maggio.

A decretare il successo della casa automobilistica di Detroit, è un’indagine condotta da Dealer Stat incentrata sul grado di soddisfazione dei concessionari rispetto al rapporto di mandato. Attraverso un questionario di 60 domande, al quale ha risposto il 55% dei dealer italiani, è emerso che, su dieci marchi della categoria “Veicoli Commerciali”, in una scala di valori compresa tra 1 e 5, Ford ha riscosso il maggior grado di apprezzamento con un punteggio di 3,56. Superata in volata Mercedes (3,52) mentre al terzo posto si è piazzata Volkswagen (3,37). Fra le qualità riconosciute spiccano il prodotto, i servizi aggiuntivi e i corsi di training, mentre sono da migliorare le politiche di marketing e di remunerazione.

Marco Buraglio, Direttore dei Veicoli Commerciali di Ford Italia, ha commentato l’eccellente risultato con parole di soddisfazione: “Salire sul gradino più alto del podio è motivo di grande orgoglio. Il premio riconosce gli investimenti fatti e dimostra che siamo sulla strada giusta”. Dopodiché ne ha sottolineato il valore e l’importanza: “L’indagine Dealer Stat rappresenta da sempre per noi un importante strumento di analisi e miglioramento, che ci aiuta a prendere ogni giorno importanti decisioni finalizzate a supportare al meglio la rete, in un’ottica di continuo consolidamento del rapporto di partnership”.

Composto da dodici esemplari – Nuova Fiesta Van, Nuovo Transit Courier, Nuovo Transit Connect, Nuovo Transit Custom, Transit Van, Transit Chassis Cab, Transit Minibus, Ranger, Nuovo Tourneo Custom, Nuovo Transit Van, Nuovo Ranger, Nuovo Ranger Raptor – il network dei veicoli commerciali Ford ha vissuto un 2018 da record con oltre 22.000 unità vendute e una share del 12.8%, che da gennaio ad aprile del 2019 è salito al 13.2%. Gran parte del merito di questi numeri è da attribuire alla vastità della gamma, in grado di soddisfare le esigenze di ogni tipo di clientela sia nel trasporto merci che in quello delle persone.

I modelli più gettonati sono stati quelli della famiglia Custom, in particolare il Tourneo, e il Ranger, che da quattro anni è leader del segmento dei pick-up, grazie alla sua robustezza e alla sua predisposizione ad affrontare ogni tipo di superficie (stradale e non), e a breve sarà disponibile anche nella versione “Ford Performance Ranger Raptor”.

A completare il successo, anche la filosofia operativa di Ford, pressoché instancabile nella ricerca quotidiana di nuove idee per migliorare le sue performance. Le ultime, in ordine temporale, raccontano di un’evoluzione sulla strada della versatilità e dell’ecosostenibilità. A breve, i Custom beneficeranno anche dell’installazione di motori ibridi – Mild Hybrid, Plug-In Hybrid – mentre i Transit potranno disporre di

Torino, l’allarme smog e le limitazioni al traffico: come posso muovermi?

Torino, l’allarme smog e le limitazioni al traffico:

come posso muovermi?

Che aria tira a Torino? Tutt’altro che salutare. I recenti dati, emersi dal dossier di “Lega Ambiente” sull’inquinamento atmosferico del 2018, sono eloquenti: il capoluogo piemontese è la settima città d’Italia con il più alto tasso di giornate annue (134) fuorilegge rispetto ai limiti previsti per la presenza nell’aria di Pm10 (polveri sottili) e ozono.

Una situazione sempre più critica, riscontrata anche dalla campagna “Che aria tira?” promossa dal comitato “Torino Respira”, che ha individuato, grazie all’installazione di 300 campionatori passivi, le cinque zone della città maggiormente afflitte dallo smog: corso Vigevano, la superstrada urbana di corso Principe Oddone, la rotonda di piazza Baldissera, corso San Martino e corso Dante.

Un quadro clinico allarmante, l’NO2 (biossido di azoto) è generato al 60% dal traffico veicolare ed è molto pericoloso per la salute (l’84% dei siti campionati presenta rischi di mortalità tra il 5.5 e il 16% per adulti oltre i trent’anni), del quale ne è consapevole la sindaca Chiara Appendino: “Non ci può essere sviluppo senza sostenibilità ambientale e attenzione per il territorio” ha dichiarato nella due giorni (4 e 5 giugno) dedicata al “Clean Air Dialogue” tenutasi proprio nella città da lei amministrata. Nell’occasione, alla presenza del Commissario Europeo all’Ambiente Karmena Vella, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, insieme ai presidenti delle Regioni, delle Province Autonome, e di sei ministri, hanno sottoscritto il protocollo “Aria Pulita”, un piano d’azione finalizzato a contrastare il dilagare dello smog. Nell’occasione il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha annunciato lo stanziamento di 400 milioni di euro per centrare quest’obiettivo.

A palazzo Civico, nel futuro a breve-medio termine, hanno l’intenzione d’invertire la rotta attraverso più soluzioni: un nuovo modello di ZTL, che dovrebbe entrare in funzione già col gennaio 2020, il potenziamento del trasporto pubblico con mezzi nuovi e meno inquinanti e altre soluzioni green, quali car sharing, biciclette e scooter elettrici.

Ma visto che il problema dell’inquinamento persiste da tempo, finora Torino che cosa ha fatto per arginarlo? Dal 24 ottobre 2018, a seguito di un’ordinanza comunale, sono entrate in vigore le limitazioni al traffico. Una misura preventiva che, in base alla tipologia del veicolo (persone, merci, ciclomotore o motociclo), alla sua alimentazione (benzina o diesel) e al suo anno d’immatricolazione, ne consente, o meno, l’accesso in precise zone della città. Questo potrà essere permanente oppure previsto solo in determinate fasce orarie della giornata. In tal senso, la discriminante sarà la classificazione dei mezzi secondo la normativa europea in materia, che prevede cinque categorie (comunemente conosciute come Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4 ed Euro 5), precedute da una Euro 0 alla quale appartengono i veicoli immatricolati prima del 31 dicembre 1992.

Le disposizioni presentano particolari esenzioni – per esempio, anche se in possesso di vettura a Euro 0, è concesso il transito a guidatori ultrasettantenni; a chi si deve recare in officina per una revisione; a chi trasporta individui portatori di handicap o affetti da gravi patologie – e sono soggette ad

Auto e nave: un matrimonio che si può fare. Ma in che modo?

Auto e nave:

un matrimonio che si può fare. Ma in che modo? Fra le mete preferite delle vacanze estive degli italiani, c’è il mare. E, soprattutto, le isole. D’altronde non potrebbe essere diversamente in un Paese come il nostro che, oltre a regioni incantevoli come Sicilia e Sardegna, può vantare, dal Mar Ligure al Mediterraneo passando per il Tirreno e senza dimenticarsi di Ionio e Adriatico, un impressionante numero di meravigliose terre interamente baciate dall’acqua.

Per molti di noi queste località sono una vera e propria scoperta, alla quale in molti casi si accompagna un’altra prima volta: il viaggio in nave. Un’incognita al cospetto della quale conviene premunirsi con la conoscenza di alcune norme comportamentali fondamentali per evitare di andare incontro a spiacevoli situazioni che possono trasformare l’attesa vacanza in un imprevisto inferno.

Innanzitutto occorre distinguere due fasi fondamentali della traversata per mare: la preparazione e la gestione.

La prima riguarda la prenotazione. Più si anticipa la data d’acquisto del biglietto rispetto a quella di partenza, maggiori saranno le possibilità di trovare posto sul traghetto, specialmente se la meta è molto ambita (Isola d’Elba, Eolie, Sardegna, ecc.) e di spendere una cifra ragionevole. Insieme alle proprie generalità è altrettanto fondamentale comunicare le esatte dimensioni della vettura e la sua alimentazione. Questi dati servono alla compagnia d’imbarco per organizzare al meglio la disposizione delle auto nella pancia del traghetto ed evitare che possiate incorrere in inconvenienti non di poco conto, come la difficoltà a trovare lo spazio per sistemare il vostro mezzo. Un imprevisto che potrebbe costringervi a pagare, sul momento, una maggiorazione del biglietto se non addirittura a non essere imbarcati. E come diceva una famosa pubblicità: “Prevenire è meglio che curare”. Ricordatevi, infine, di esplicitare se la vostra macchina sia a gpl o a metano. Perché alcune compagnie di navigazione riservano a questi motori precise aree dei loro garage.

Esaurita la disamina del primo step per un corretto viaggio cullato dalle onde, dopo qualche mese si giunge al sospirato giorno che vi vedrà raggiungere il porto dal quale salperete verso il benessere. Indispensabile, sempre a seconda della tratta che percorrerete, arrivare al molo con largo anticipo, solitamente oscillante tra l’una e le due ore prima della partenza, e fare sfoggio di pazienza. Perché, per quanto gestita con energia e solerzia, la procedura d’imbarco di centinaia di mezzi richiede molto tempo e non può esaurirsi in pochi minuti. Per cui occorrerà saper aspettare il proprio turno per poi dirigersi nella zona stabilita dai membri dell’equipaggio senza accampare pretese del tutto fuori luogo come prediligere un posto piuttosto che un altro o volere la precedenza su altri automobilisti soltanto perché giunti prima.

Piuttosto sarà anche qui fondamentale assicurarsi di avere tutte le carte in regola per salire a bordo. E quindi possedere la carta d’imbarco altresì detta boarding pass, sulla quale sono riportate, oltre le vostre generalità, anche quelle della vostra quattroruote e, qualora dobbiate affrontare una traversata notturna, anche il numero della vostra cabina. Non va mai smarrita, sia perché il

Gatto a bordo: tutto quello che c’è da sapere

Gatto a bordo:

tutto quello che c’è da sapere

L’8 agosto si celebra la “Giornata Internazionale del Gatto” e molti felini di tutto il mondo, complice un calendario che fa l’occhiolino alle vacanze, la festeggeranno con i loro proprietari mentre saranno in viaggio verso il mare o la montagna.

Ma se anche noi ne possedessimo uno e volessimo portarlo a godersi il meritato relax lontano dallo stress cittadino, che cosa dovremmo fare? Bisogna seguire una procedura particolare perché possa salire in macchina con noi?

Per quanto soluzione oltremodo sportiva, non possiamo certo sistemarlo all’esterno, magari posizionando la sua cesta sul tettuccio della vettura in una riproposizione su quattro ruote di quanto fatto sul proprio sidecar da Edgar, il maggiordomo del cartone animato Gli Aristogatti. E, pur essendo un’indiscutibile manifestazione d’affetto, nemmeno possiamo tenerlo fra le nostre braccia come il capo della Spectre nei film di James Bond. Tutto questo perché esiste una regola ben precisa da rispettare: quando è a bordo della nostra auto, il gatto deve obbligatoriamente stare dentro al trasportino, la gabbia di piccole dimensioni predisposta al trasporto degli animali domestici che avevamo già trovato quando avevamo parlato dei cani. Si tratta di una disposizione che si rifà all’articolo 169 del codice della strada, che prevede come i nostri amici a quattro zampe, durante il viaggio, non debbano costituire alcun impedimento per la guida. Anche perché, in caso d’infrazione, sono previste multe che possono arrivare fino a 335 euro con annessa sottrazione di punti dalla patente.

Tra l’altro, è consigliato stabilizzare il trasportino dentro l’abitacolo mediante le cinture di sicurezza, così da ridurre al minimo quelle oscillazioni che potrebbero creare enorme disagio al micio. Il gatto infatti, per natura, oltre che territoriale e abitudinario, è un animale molto sensibile e la minima variazione ambientale può generargli un forte stato di tensione emotiva. Per cui, alcuni giorni prima della partenza, conviene sottoporlo a un processo di progressivo adattamento al viaggio, fatto di piccoli tragitti (per esempio, portarlo con noi mentre andiamo al supermercato) e di abitudine al trasportino, che per esempio si può lasciare aperto accanto alla sua cesta con all’interno alcuni indumenti impregnati del suo odore. In questo modo, familiarizzerà con la sua nuova casa e, quando sarà il momento, oltre a non opporvi resistenza, non subirà ripercussioni psicologiche.

Per rendere il suo stato d’animo ancora più conciliante ed evitare che accusi la cinetosi, il “mal d’auto” degli animali, è bene seguire anche altri accorgimenti. A cominciare dall’ultimo pasto, che deve consumare tra le sei e le otto ore prima del viaggio, e dallo scioglimento in una ciotola d’acqua, a pochi minuti dall’accensione dei motori, dei fiori di Bach, cioè delle gocce rilassanti utili a gestire meglio lo stress causato dal cambio di scenario. In alternativa ai fiori si può usare lo zenzero oppure, se si preferisce un farmaco ai rimedi naturali, può andar bene un antiemetico come la cloropromazina.

Sempre a favore di una maggior familiarizzazione con il nuovo ambiente e per evitare che si spaventi, conviene spruzzare dentro

Le nozze d’oro della “Mustang d’Europa”: la Ford Capri

Le nozze d’oro della “Mustang d’Europa”:

la Ford Capri Oltre settecento chilometri dalla sede di Colonia, dove fu originariamente prodotta, fino al circuito di Zandvoort, dove conquistò una storica vittoria nelle gare di Gran Turismo del 1974, passando per il tracciato di Spa, dove si aggiudicò due edizioni (1971 e 1972) di una delle 24 Ore più famose d’Europa. È il viaggio celebrativo organizzato dalla Ford per omaggiare, attraverso una vettura della prima serie (la storica “RS 2600”) guidata dall’ex pilota britannico Steve Sutcliffe, i cinquant’anni di uno dei modelli che hanno fatto la fortuna della casa automobilistica statunitense: la Ford Capri.

Una macchina che, oltre a pagine del motorsport grazie alla conquista di tre campionati Europeo Turismo (1971 e 1973, Dieter Glemser alla guida, con la “RS 2300”; nel 1972, pilota Jochen Mass, grazie proprio alla “RS 2600”), ha scritto capitoli dell’automobilismo su strada all’indomani della sua presentazione al mercato europeo, avvenuta al Salone di Bruxelles nel gennaio 1969.

Quell’anno la neonata Ford Capri si presentava quale figlia della volontà del colosso di Detroit di proporre aldilà dell’oceano una coupé che fosse accessibile anche ai padri di famiglia e che potesse riscuotere il successo che stava ottenendo la Mustang negli Stati Uniti. Introdotta dallo slogan “La macchina che ti eri sempre promesso”, e progettata dall’americano Philip T. Clarke, coniugava l’estetica aggressiva di una sportiva con un abitacolo a quattro posti. Prodotta in tre stabilimenti del Nord Europa – Belgio, Inghilterra e Germania – era caratterizzata da un ampio ventaglio di scelta, reso possibile dalla combinazione tra i differenti telai – “L”, “GL”, “S” e “Ghia” – e i vari motori che variavano tra i 1300 ai 1700 cmᵌ e che erano situati dentro un cofano molto lungo rimasto nella memoria come uno dei tratti indistinguibili di questa vettura, la versione “Mk1” della Ford Capri fu un vero e proprio boom. Soltanto nel primo anno vendette 239.000 esemplari, che raggiunsero il milione nel 1973.

Mentre a metà del 1970 era sbarcata negli Stati Uniti, dove fu ribattezzata soltanto “Capri” per non confonderla con la Mustang e spinta dallo slogan “sexy european” riuscì a ritagliarsi una sua piccola fetta di mercato anche in virtù di un motore che passò da 1600 a 2600 cmᵌ, in Europa, nel 1974, uscì con la seconda serie. Le novità? Aerodinamica più moderna, grazie a linee più dolci, fari più grandi e il portellone posteriore. Pur essendo dotata di cinque differenti tipologie di motore tra i 1300 e i 3000 cmᵌ, abbinate al cambio manuale a cinque rapporti (in alternativa era possibile beneficiare di tre marce automatiche), la “Mk2” era più vicina al concetto di berlina che di coupé e non riscosse il successo del modello precedente. A penalizzarla, anche avvenimenti di portata storia come la crisi petrolifera conseguente alla guerra dello Yom-Kippur, che influenzò il modo di pensare della società europea e trasfigurò l’auto sportiva in un sinonimo di lusso e di ostentazione.

Si arrivò al 1978 e la Ford Capri voltò pagina. La “Mk3” fu